Una tazza di caffè caldo, un buon libro, una comoda poltroncina. Il tepore, dolce regalo del sole che perpendicolare su nel cielo azzuro lancia il suo riflesso sul tuo volto. I pensieri volano liberi, immersi nella tranquillità di chi raggiunge il proprio nirvana attraverso i piccoli piaceri della vita. Pura poesia.

D’improvviso però, qualcosa va storto. Il cielo s’incupisce, i timpani sembrano esplodere, si inclina la puntina del giradischi che suona la nostra canzone preferita, la maestra delle elementari, si, quella già un pò in là con gli anni, dall’abbigliamento trasandato, stride con le sue lunghe unghie sulla lavagna. Sembri svenire, è un incubo pensi, ti stropicci gli occhi, lanci un urlo, una gocciolina fredda di sudore solca la tua fronte. Un brutto sogno. Compare un ghigno sul tuo volto, quasi arrendevole, sai che tutto ciò è pura fantasia, hai vissuto una favola, senza lieto fine però.

Ebbene sì, sembra un’assurdità, l’uomo è andato sulla luna, o almeno così ci hanno fatto credere, ma questa è un altra storia, possiamo accendere ta tv con un comando vocale, le automobili marciano su strada grazie ad un motore elettrico. Tutto sembra possibile, tranne una cosa: sorseggiare un buon caffè, salvo le eccezioni del caso. Tutto ciò in quella che come vanto, battendoci i pugni sul petto, noi italiani definiamo la sua patria, culla del divino nettare, dove nella notte dei tempi tutto è cominciato. Il tempio dell’espresso.

L’oblio, un’assopimento di massa che riguarda l’intera categoria. Il barista italiano medio è totalmente privo di coscienza per quanto riguarda il proprio lavoro. Non esiste arte, piacere, vibrazioni positive. È come se fosse l’operaio di una fabbrica: battifondi, un click di caffè macinato, spingi il pulsante. Un ciclo continuo privo d’emozione, movimenti schematizzati, compiuti perchè devono essere fatti così, senza fare domande, senza ragionare, senza curarsi delle conseguenze e quando ti trovi davanti al bancone chiedendo un espresso il giradischi non suona nemmeno più la tua canzone preferita, ma hai soltanto la speranza che la toilette sia a portata di mano. Ed è semplicemente oblio.