Suona la sveglia, ma hai già aperto gli occhi da qualche minuto perchè ormai il tuo orologio biologico non ha più bisogno di ausili tecnologici. Per essere con la coscienza in pace però, ogni sera prima di infilarti a letto la imposti controllando che sia tutto okay, curandoti di girare lo sguardo dall’altra parte quando impunemente il cellulare ti ricorderà che Morfeo potrà abbracciarti soltanto per una manciata di ore. Ti stiracchi un pò, prendi coraggio, ti alzi, una sciacquata veloce al viso ed esci di casa. La città ancora sta dormendo, il crepuscolo lentamente sfuma via, lasciando la scena al sole nascente che ti scalda il viso con i suoi primi timidi raggi. L’aria è ancora frizzante, sei assonnato, sai che ti aspetterà una giornata dura, ma allo stesso tempo ti senti il padrone di te stesso, godi di questi attimi solitari, ma che ti fanno apprezzare quanto sia affascinante la vita.

A quell’ora sembra tutto più bello, la città ha quell’aspetto così romantico, gli uccelli incominciano a cantare, osservi tutto con più attenzione, respiri profondamente riempiendoti i polmoni di quella brezza così fresca che sembra rigenerarti. Sei orgoglioso di questi piccoli momenti, sono il tuo bagaglio esclusivo, ne sei geloso e fiero, consapevole che la frenesia del mondo che senti svegliarsi in lontananza e del quale sembri non far parte, non avrà mai il privilegio di vivere queste pillole di libertà giornaliere e con un ghigno che ti si stampa in viso sei pronto ad affrontare qualsiasi ostacolo.
Indossi la tua armatura, lucidata a puntino come ogni giorno, sei pronto a scendere sul campo di battaglia, consapevole che sarà uno scontro all’ultimo sangue e ne uscirai con le ossa rotte, ma a te tutto questo non importa: sei pronto al sacrificio, sfoderi le tue armi migliori; la guerra è iniziata.

Cappuccino scuro, chiaro, con poca schiuma, decaffeinato, con latte di soia, tiepido, bollente, delattosato. Un espresso lungo, poi corto, schiumato con un paio di cucchiaini di latte, con una scorza di limone per guarire l’emicrania. Un cornetto con la crema, però se me lo svuoti è meglio, sai sono a dieta, qualche biscottino, un vegano poco cotto ma croccante, il bicchiere d’acqua, liscia, anzi no frizzante. Ma questo caffè costa troppo, sai nell’altro bar dove vado di solito il cappuccino è più buono, poi mi fanno la promozione ed ho anche la carta fedeltà. Ti scoppia la testa, hai i nervi tesi, porti a casa la giornata durante la quale sei stato psicologo, conciliatore, dottore, consigliere e poi forse anche un pò barista.

Ma a te questo non importa, ti togli l’elmo, asciughi il sudore dalla fronte, ti senti scarico, nonostante tutto sai di aver affrontato l’ennesima battaglia, una delle tante, durante la quale più volte hai detto a te stesso che probabilmente non ce l’avresti fatta. Mille pensieri ti assalgono, potresti mollare la presa da un momento all’altro schiacciato dalla sensazione di non essere abbastanza, hai paura, voglia di scappare. Invece no, ancora una vittoria, un nuovo piccolo tassello che ti rende una persona migliore. Sei emerso dalla trincea, torni a casa, doccia bollente, rewind, domani sarà l’alba di un altro scontro.