La pausa pranzo

Una giovane donna dalla pelle ambrata cammina con passo lento, ed ogni volta che il tacco batte il suolo, lo sguardo di un passante ne segue il movimento, due passi in più, ed anche gli occhi di Edward rispondono al richiamo.

Il sole offre il bel tempo, il buon umore, e il piacere di vedere meglio le bellezze di questa bizzarra era. Carpe diem non è solo il nome del Bar che Edward frequenta da anni, né è il senso di queste parole ad averlo reso cliente. Ma è la possibilità di concedersi qualche minuto di relax seduti comodamente sulla propria sedia, bere un buon caffè, e accendersi una sigaretta per approcciare qualche bella ragazza. Questi piccoli momenti di piacere sono ottime scuse per allungare di qualche minuto la pausa pranzo. Con il giornale fra le mani, dalla sua postura sembrerebbe concentrato ad aggiornarsi sugli avvenimenti del paese, ma Edward aveva gli occhi fissi sul viso della donna – probabilmente capoverdiana – di fronte a lui. I suoi capelli folti e ricci, le davano quel tocco di classe degli anni passati che spesso, con i nostri abiti, cerchiamo di rievocare; e i più nostalgici, sembrano aver riportato anche parte di quel modo d’essere al punto che, donne con quello stile, per determinate persone, sono una fonte di libidine. Edward è rimasto affascinato da film come la dolce vita, ama vestirsi come loro, e notare che dinnanzi a lui c’era un suo simile, rendeva l’accavallare delle sue gambe un invito del destino a cogliere le primizie della nuova stagione. 

Un cane randagio si ferma davanti a loro, urina brevemente, e mentre riparte ED esclama…AA BELLA LA VITA DEL CANE, se mi facessero un’offerta di barattare il mio lavoro per la sua vita, forse accetterei lo scambio. – Non saranno uomini, ma hanno i loro stress che pensi? – Ma dai sono cani, quali stress possono avere?! – Sono molto più simili ai nostri di quanto pensi. – Fammi un esempio – Una madre che deve allattare i cuccioli!? – Ma che stress è stare fermi e farsi succhiare! – “Stare fermi e farsi succhiare dici”?! – Si! – Si vede che sei uomo – E questo che c’entra?! – Giovanotto, penso di essere troppo grande per non capire che genere di battute fate voi uomini – Grande per chi scusa? – Per te! Mi spiace deluderti ma potrei esserti madre – Scusa quanti anni hai? – Certe domande non si fanno ad una donna, non si usano più le buone maniere in Italia? – Gli usi e i costumi cambiano in fretta, a dimostrarlo è la fragilità della nostra etica, bisogna sapersi “modernizzare” – Non io! A me piacciono quei bei tempi andati – E perché? – Si era più veri, e c’era più “voglia di vita” non “voglia dello sballo” – Scusa, ma non è lo stesso? – Per me no, la vita non dev’essere speziata con “droghe” per essere emozionante, esistono molte altre cose per divertirsi, non credi?! – Ma certo! (avvicinando la sedia verso di lei) Mentre fissavo il mare che abbiamo di fronte, stavo proprio pensando a quanta banalità c’è nella società d’oggi……è in questo momento che i cinque, diventano dieci, e poi venti, e poi non siamo più in rapporto con il tempo. Si parla della propria vita con un perfetto sconosciuto, che in quell’istante, per le cose che si è scoperto di avere in comune, sembra che quella amicizia ha avuto modo di stringersi già in passato. Sarai giovane, ma ti confesso che mi sei simpatico – è il vino a parlare o sei tu? – Sono io, perché dubiti? – Ma secondo me, quando si arriva ad una certa età, bisogna ammettere che alcune bevande hanno un effetto più intenso – Ma guarda che stronzo! – Ahah! Lo vedi? Prima dici che sono simpatico, ed ora sono uno stronzo – Ascoltami giovanotto, avermi incontrato può non essere una fortuna! – Addirittura!? E cosa dovrei temere?Vuoi sapere un segreto? – Quale? – Io non indosso le mutande. – Non puoi essere seria – Vado in bagno, scatto una foto, e lascio giudicare a te ok? – Usi sempre questa scusa per non pagare il conto?Scommettiamo che sarai tu ad offrirmelo! – Ci sto! 

 In quell’istante, Marco arriva suonando il clacson come se stesse andando ad un matrimonio – Dai sali Ed, sono terribilmente in ritardo! –Eh! Cosa hai detto?! – Dai su muoviti non perdiamo altro tempo, non hai un lavoro da fare? – Si! Ma…….- Ed!..ma ti rendi conto che stavi dormendo sulla sedia?! Ahah!….Stiamo invecchiando eh?! – Quindi…dormivo..- Saliii! Cosa fai li fermo! – Ecco, ecco, arrivo cazzo! 

“L’immaginazione è l prima fonte della felicità umana” G.Leopardi

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